Asia, Oceania, Pacifico e Antartide
a) Lineamenti generali
Il forte rilancio della politica estera e della presenza italiana in Asia, che il nostro Paese intende proseguire anche per rispondere a fondamentali interessi politici ed economici nazionali, passa innanzitutto per i “giganti” dell’Estremo Oriente quali la Cina e il Giappone, senza tralasciare Paesi in forte ascesa come la Corea del Sud, o rilevanti per la sicurezza regionale come la Corea del Nord. In generale, l’Italia è impegnata ad allacciare relazioni più strette non solo fra Governi, ma anche fra i rispettivi popoli, e proprio in tale direzione si è mossa negli ultimi anni, per rafforzare ed intensificare la presenza italiana in quest’area di primaria importanza dal punto di vista economico e politico. Il più evidente esempio di tale rilancio della nostra politica in Asia orientale è stato rappresentato dalle frequenti visite degli esponenti del nostro Governo in tutti i Paesi della regione. Su un piano generale l’Italia, nell’ambito dell’Unione Europea, ha importanti interessi, strategici e legati alla sicurezza, nella regione dell’Asia orientale.
Al dinamismo dei rapporti politici si è accompagnato un forte impulso dei flussi economici, con un consistente accrescimento del nostro export verso i mercati più effervescenti della regione, mantenutosi, seppure con qualche flessione, anche a fronte della attuale crisi economica (Corea del Sud +15,9%, Cina +2%). Un’attenzione particolare continuerà ad essere prestata dal Governo all’incremento del volume di investimenti e di attività commerciali effettuati in direzione del nostro Paese e dei Paesi appartenenti all’Asia orientale, nell’ottica di un complessivo riequilibrio delle bilance commerciali.
Sebbene la presenza italiana si sia fatta sentire soprattutto nei cosiddetti giganti dell’Estremo Oriente (Cina, Giappone e Corea del Sud), una considerazione particolare caratterizza i nostri rapporti con la Corea del Nord, il cui processo di denuclearizzazione ha da tempo costituito un obiettivo primario per l’Italia, per il raggiungimento del quale il nostro Paese ha potuto fornire un contributo apprezzato, soprattutto in momenti di maggiore tensione regionale, quale quello attuale, a seguito del secondo test nucleare del 25 maggio 2009.