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Il decennio caratterizzato dai due grandi Vertici dell'ONU, tenutisi a Rio (Earth Summit, 1992) e a Johannesburg (Sviluppo Sostenibile, 2002), ha definito la nuova filosofia che dovrebbe ispirare la crescita economica. Il processo di sviluppo non può prescindere dalle esigenze di equilibrio sociale e di salvaguardia dell'ambiente.
Tre sono le principali Convenzioni internazionali in tema ambientale negoziate a Rio, che vedono gli Stati membri riunirsi con cadenza regolare per esaminare i progressi compiuti ed elaborare le linee politiche per il futuro: Cambiamenti Climatici (UNFCCC), Biodiversità (CBD) e Lotta alla Desertificazione (UNCCD).
Dal 1 al 12 dicembre 2008 si è tenuta a Poznan, in Polonia la 14^ Conferenza delle Parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
Tra i risultati raggiunti la chiusura del negoziato per la piena operatività del fondo sull'adattamento, l'approvazione del programma 2009 dei lavori dei due Working Group on Long-term Cooperative Action under the Convention (AWG LCA) e on Further Commitments of Annex I Countries under the Kyoto Protocol (AWG KP), e la decisione di giungere ad un vero e proprio testo negoziale entro il giugno 2009.
Per consultare le decisioni prese si può visitare il sito: http://unfccc.int/meetings/cop_14/items/4481.php
La UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) è entrata in vigore il 21 Marzo 1994. Il Protocollo di Kyoto (v. scheda di approfondimento) costituisce lo strumento attuativo della Convenzione, ed è entrato in vigore nel febbraio 2005. Prevede impegni di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel periodo 2008-2012 a carico dei paesi industrializzati firmatari del Protocollo stesso. Esso prevede altresì la possibilità di utilizzare i meccanismi flessibili al fine di adempiere agli obblighi di riduzione (CDM, JI and ETS) (v. scheda di approfondimento).
Attualmente è in corso un negoziato per stabilire il futuro del Protocollo di Kyoto (post 2012).
La UNCCD (United Nations Convention to Combat Desertification) è entrata in vigore nel 1997. La Convenzione detta le linee guida per l’identificazione e la messa in opera di programmi d’azione nazionali, sub-regionali e regionali in materia di lotta alla desertificazione. L’Italia è tra i suoi maggiori finanziatori.
La CBD (Convention on Biological Diversity) è la Convenzione per la tutela della diversità biologica (o biodiversità) e mira alla conservazione degli ecosistemi, all’utilizzazione durevole delle specie e sottospecie di fauna e flora esistenti e alla ripartizione equa dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche. Tale Convenzione è considerata la più completa e omnicomprensiva in quanto i suoi obiettivi si applicano a tutti gli organismi viventi della terra.
Per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile nel suo complesso, la sede negoziale dove la Comunità internazionale elabora le nuove politiche di sviluppo è l'ONU (Assemblea Generale, ECOSOC/Commissione per lo Sviluppo Sostenibile).
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel settembre 2000 ha approvato gli otto Obiettivi del Millennio, probabilmente il più grande impegno collettivo mai sottoscritto dalla comunità internazionale a perseguire una serie ben definita e verificabile di scopi in un tempo preciso. Tra questi figura in modo preminente la sostenibilità ambientale che comprende a sua volta l’integrazione dei principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi di governo dei vari Paesi e l’inversione del trend attuale di depauperamento delle risorse.
Questa crescente presa di coscienza, favorita da ultimo da studi come il rapporto Stern sulle negative conseguenze anche economiche dello sviluppo non sostenibile, nonché dal quarto rapporto dell’Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC), ha condotto ad alcuni importanti progressi nei negoziati multilaterali.
Di notevole interesse anche il Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono che, firmato nel 1987, continua con successo a promuovere l'eliminazione delle sostanze chimiche nocive per l'ozonosfera.
Rilevante a livello regionale, anche la Convenzione delle Alpi entrata in vigore nel 1995, che promuove lo sviluppo sostenibile dell'arco alpino. Si ricorda che la carica di Segretario Generale è attualmente ricoperta dall‘italiano, Marco Onida.
Importante, inoltre, il ruolo di leadership dell’U.E. in campo ambientale. Il Consiglio di primavera del 2007 ha approvato la proposta della Commissione di adottare un impegno unilaterale di riduzione dei gas serra del 20% entro il 2020, a prescindere dal raggiungimento di un accordo per il seguito del Protocollo di Kyoto. Se siffatto accordo dovesse essere raggiunto, l’UE sarebbe disposta a ridurre del 30% entro il 2020 la propria produzione di gas serra. Il pacchetto UE energia-ambiente è stato definitivamente approvato nel dicembre 2008 dal Consiglio Europeo.
Si segnala, infine, che nel 2003, sempre in ambito UE, su impulso dell’Italia che deteneva la Presidenza di turno, è stata lanciata un’iniziativa volta a promuovere l’integrazione dell’ambiente nelle relazioni esterne attraverso la creazione di un network informale noto come Green Diplomacy Network e composto dai diplomatici che si occupano di ambiente nelle capitali europee.
Il Network, che si è concentrato su temi quali cambiamenti climatici, biodiversità, desertificazione, chimici ed energia rinnovabile, organizza démarches nei paesi terzi per promuovere la posizione negoziale comunitaria nelle varie Conferenze internazionali. Esso si può attualmente definire come un esempio di “diplomazia europea”.
La Farnesina partecipa con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) alla definizione della posizione negoziale italiana nelle Conferenze sui temi ambientali, assicura il coordinamento nelle riunioni preparatorie sia a livello multilaterale sia in occasione di contatti bilaterali con altri Paesi, e cura i rapporti con gli organismi internazionali coinvolti.
Essa, infine, contribuisce insieme con le altre Amministrazioni interessate, al recepimento nell'ordinamento italiano delle norme concordate a livello internazionale con gli altri Stati.
Il Ministero degli Affari Esteri promuove, altresì, assieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al Ministero dello Sviluppo Economico, i meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto e le candidature negli Organismi Internazionali competenti in materia ambientale.