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Energia

Obiettivi

Le recenti crisi del gas  dimostrano che il processo di liberalizzazione europeo, fino a pochi anni fa considerato la soluzione definitiva di tutti i problemi in materia di sicurezza energetica, anche se venisse completato rapidamente in tutto il Continente, non risolverebbe le difficoltà ad oggi riscontrate  .

Come molti documenti europei sull’energia affermano con sempre maggiore insistenza, dalla ‘2nd Strategic Energy Review’, presentata  dalla Commissione nel novembre 2008, al recentissimo Energy Package approvato nel dicembre dello stesso anno , una strategia articolata e di lungo termine per questo settore è fondamentale per  affrontare le priorità in modo sistemico e non più considerandole come elementi avulsi l’uno dall’altro.

In ambito italiano, come peraltro in quasi tutti i paesi europei, gli obiettivi principali che una strategia energetica efficace deve raggiungere, sono:

1. Sostenibilità ambientale.
Il tema del surriscaldamento globale è sempre più attuale: gli allarmi sugli effetti negativi del cambiamento climatico si moltiplicano. Non è più messa in discussione la relazione causa – effetto fra le attività umane, e in particolare l’utilizzo di combustibili fossili, e i cambiamenti climatici. Una strategia energetica di lungo termine dovrà, pertanto, necessariamente essere anche sostenibile. Se intendiamo garantire il nostro stesso benessere alle generazioni future, la lotta al cambiamento climatico obbligherà il mondo intero a scelte complesse.

2. Sicurezza delle forniture.
La crisi del gas dello scorso inverno, a causa delle tensioni tra Russia ed Ucraina, mostra chiaramente come l’energia rappresenti uno strumento di politica estera e come l’Europa, in questo complesso quadro geopolitico, rischi di rappresentare un soggetto debole, a causa della sua eccessiva dipendenza dalle forniture esterne di petrolio e soprattutto di gas. In un contesto in cui la domanda di idrocarburi continuerà a crescere a ritmi sostenuti e le principali economie del pianeta dipenderanno dai combustibili fossili per almeno 30 – 50 anni (secondo le stime dell’AIE), è necessario identificare gli strumenti più adatti a garantire alle imprese e ai consumatori europei forniture stabili e sicure e le modalità per affrontare eventuali crisi o situazioni di carenza strutturale;

3. Competitività.
Il settore energetico e il suo funzionamento efficiente rappresentano alcuni degli elementi fondamentali, insieme alla capacità di innovare, da cui dipende la competitività delle imprese europee e lo sviluppo economico nel suo complesso. Senza disconoscere i vantaggi significativi che il processo di liberalizzazione condotto in Italia a partire dalla seconda metà degli anni novanta ha comportato, non si è però verificata l’evoluzione auspicata inizialmente. In realtà, l’apertura del mercato ha comportato una profonda trasformazione del settore e un massiccio programma di investimenti, soprattutto in nuove centrali elettriche, ma esistono ancora margini consistenti, anche sul fronte delle infrastrutture, per aumentare l’efficienza del settore energetico nazionale ed allinearlo ai migliori standard europei. Nel lungo termine, la volatilità del prezzo dell’energia rischia, infatti, di minare la competitività di settori industriali europei fondamentali per lo sviluppo economico, come ad esempio l’industria dell’acciaio, dell’alluminio o quella elettrochimica, costrette a competere sui mercati mondiali con una sorta di “zavorra”, dovuta al prezzo dell’energia, materia prima per loro fondamentale. Il terzo elemento della strategia energetica, pertanto, dovrà essere quello di affrontare il problema dei prezzi, in modo da offrire ai consumatori, sia industriali che residenziali, la garanzia di prezzi stabili nel tempo e frutto di una reale concorrenza tra produttori. A causa del mix attuale di combustibili particolarmente costoso, tale priorità assume un carattere urgente soprattutto nel caso italiano.

ultima modifica: 08/03/2011