Rapporto euro-atlantico

 

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Quadro generale

Le radici del Rapporto euro-atlantico

Oltre la Guerra Fredda

Il Trattato Nord Atlantico

La Dichiarazione di Praga

Le radici del Rapporto euro-atlantico

Due guerre mondiali hanno portato, tra l’altro, a una presa di coscienza da parte degli Stati Uniti del loro ruolo di attore globale. Timidamente dopo il primo conflitto planetario e in maniera netta dopo il secondo, gli Stati Uniti hanno abbandonato le tentazioni isolazioniste che avevano permeato fin dalle origini la loro politica estera.

L’impegno per la pace e l’equilibrio da parte della maggiore potenza che emergeva dalla seconda guerra mondiale si diresse verso la costruzione di un meccanismo universale di mantenimento della pace – le Nazioni Unite – e una stretta alleanza con quella parte dell’Europa da cui si originavano i valori stessi della democrazia americana.

Dal 1944 a oggi il rapporto così costruito ha rappresentato uno dei più saldi e duraturi pilastri dell’equilibrio mondiale. Esso ha assunto anche le vesti di un’alleanza militare – il Patto Atlantico – ma rappresenta in realtà, fin dalle origini, un legame molto più vasto e profondo.

E’ un legame di valori condivisi, vissuti con accenti diversi sulle due sponde dell’Atlantico. E’ il frutto di una compenetrazione fra le rispettive economie che non ha eguali in nessuna altra sfera di rapporti fra nazioni. E’ stato uno dei fattori propulsivi del cammino verso l’integrazione europea, fortemente voluta dagli Stati Uniti che cercavano in Europa un gruppo di partners capaci di lasciarsi alle spalle le divisioni del passato e di ricercare insieme la realizzazione dei valori fondanti dell’occidente: libertà, pace, benessere e sviluppo.

In questo senso, il rapporto transatlantico è una realtà solida che esiste prima e a prescindere da tutte le decisioni politiche e istituzionali che gli hanno conferito il suo volto attuale. Ma, se si vuole trovare un atto politico che più di altri ha impresso un carattere alla relazione euro-americana, questo è stato senza dubbio il “Piano Marshall”: la grande operazione di sostegno alla ripresa economica dell’Europa lasciata in macerie dalla guerra, varata dagli Stati Uniti nel 1947 e più tardi evolutasi nella costituzione di un’organizzazione economica comune e trans-atlantica, l’OCSE, voluta per coordinare gli sforzi di cooperazione reciproca per lo sviluppo.

Il Piano Marshall, a fronte del blocco sovietico che imponeva con la forza regimi autoritari, ha rappresentato la scelta di fondare il rapporto fra le due sponde dell’Atlantico sul rispetto delle libertà individuali e sull’appoggio alle legittime aspirazioni di ogni popolo a raggiungere il benessere. E’ il rapporto transatlantico fondato su queste basi, più che il patto militare, a essere uscito vincitore dalla guerra fredda.

 

Oltre la Guerra Fredda

Non è pertanto solo con il volto di “protagonista dell’equilibrio del terrore” che il legame transatlantico ha assicurato quasi cinquanta anni di relativa pace e stabilità e ha protetto l’Europa e il mondo da un nuovo disastroso conflitto. E’ invece con il suo ruolo di motore di coinvolgimento nella democrazia e nel benessere che esso sopravvive come tassello imprescindibile di un villaggio globale che si vuole indirizzare verso scelte di pace.

Dopo la caduta del muro di Berlino, si sono aperte nuove speranze accanto a tutte le incertezze di un pianeta dagli equilibri più fluidi, non più ingessati nel confronto fra i blocchi. E’ il mondo che ha dovuto ricomporre le tensioni etniche nei Balcani, che ha assistito alla tragedia dell’11 settembre 2001 e che ha sfiorato la minaccia di uno “scontro di civiltà”, che teme un’incontrollata proliferazione nucleare. E’, soprattutto, un mondo che si è reso conto che ove non esiste la libertà, il rispetto dei diritti umani e uno sviluppo economico dignitoso da estendere a ogni popolo, non vi sono serie speranze di pace.

In questo scenario il ruolo della partnership fra i paesi che dispongono di maggiori mezzi per farsi promotori della libertà e dello sviluppo risulta imprescindibile, più ancora che nello scenario della guerra fredda. E’ la funzione del polo aggregante sulla via del benessere, della cooperazione, del dialogo e della dignità dell’individuo. In questo senso, è la relazione fra tutte le diverse componenti dell’occidente a dare pieno significato a nuovi traguardi di integrazione e, in primo luogo, ai progetti di allargamento dell’Unione europea.

Tuttavia, come gruppo di paesi che ha beneficiato di un maggiore sviluppo e che detiene un’influenza particolare, la comunità che si riconosce nel legame trans-atlantico deve anche riconoscere la proprie responsabilità e darsi i mezzi per intervenire in ogni crisi che mette a repentaglio la pace o la dignità dell’uomo.

 

Trattato Nord Atlantico

Washington, Dc - 4 Aprile 1949

Gli Stati che aderiscono al presente Trattato riaffermano la loro fede negli scopi e nei principi dello Statuto delle Nazioni Unite e il loro desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi. Si dicono determinati a salvaguardare la libertà dei loro popoli, il loro comune retaggio e la loro civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sulla preminenza del diritto. Aspirano a promuovere il benessere e la stabilità nella regione dell'Atlantico settentrionale. Sono decisi a unire i loro sforzi in una difesa collettiva e per la salvaguardia della pace e della sicurezza. Pertanto, essi aderiscono al presente Trattato Nord Atlantico:

Articolo 1
Le parti si impegnano, come stabilito nello Statuto delle Nazioni Unite, a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale in cui potrebbero essere coinvolte, in modo che la pace e la sicurezza internazionali e la giustizia non vengano messe in pericolo, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all'uso della forza assolutamente incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite.

Articolo 2
Le parti contribuiranno allo sviluppo di relazioni internazionali pacifiche e amichevoli, rafforzando le loro libere istituzioni, favorendo una migliore comprensione dei principi su cui queste istituzioni sono fondate, e promuovendo condizioni di stabilità e di benessere. Esse si sforzeranno di eliminare ogni contrasto nelle loro politiche economiche internazionali e incoraggeranno la cooperazione economica tra ciascuna di loro o tra tutte.Le parti contribuiranno allo sviluppo di relazioni internazionali pacifiche e amichevoli, rafforzando le loro libere istituzioni, favorendo una migliore comprensione dei principi su cui queste istituzioni sono fondate, e promuovendo condizioni di stabilità e di benessere. Esse si sforzeranno di eliminare ogni contrasto nelle loro politiche economiche internazionali e incoraggeranno la cooperazione economica tra ciascuna di loro o tra tutte.

Articolo 3
Allo scopo di conseguire con maggiore efficacia gli obiettivi del presente Trattato, le parti, agendo individualmente e congiuntamente, in modo continuo ed effettivo, mediante lo sviluppo delle loro risorse e prestandosi reciproca assistenza, manterranno e accresceranno la loro capacità individuale e collettiva di resistere ad un attacco armato.

Articolo 4
Le parti si consulteranno ogni volta che, nell'opinione di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata.

Articolo 5
Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

Articolo 6
Agli effetti dell'art. 5, per attacco armato contro una o più delle parti si intende un attacco armato:

  • contro il territorio di una di esse in Europa o nell'America settentrionale, contro i Dipartimenti francesi d'Algeria , contro il territorio della Turchia o contro le isole poste sotto la giurisdizione di una delle parti nella regione dell'Atlanlico settentrionale a nord del Tropico del Cancro;
  • contro le forze, le navi o gli aeromobili di una delle parti, che si trovino su questi territori o in qualsiasi altra regione d'Europa nella quale, alla data di entrata in vigore del presente Trattato, siano sta zionale forze di occupazione di una delle parti, o che si trovino nel Mare Mediterraneo o nella regione dell'Atlanlico settentrionale a |nord del Tropico del Cancro, o al di sopra di essi.

Articolo 7
II presente Trattato non pregiudica e non dovrà essere considerato in alcun modo lesivo dei diritti e degli obblighi derivanti dallo Statuto alle parti che sono membri delle Nazioni Unite o la responsabilità primaria del Consiglio di Sicurezza per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

Articolo 8
Ciascuna parte dichiara che nessuno degli impegni internazionali attualmente in vigore tra essa e un'altra parte o uno sialo terzo è in contraddizione con le disposizioni del presente Trattalo e si obbliga a non sottoscrivere alcun impegno internazionale in contrasto con que sto Trattato.

Articolo 9
Con la presente disposizione le parti istituiscono un Consiglio, nel quale ciascuna di esse sarà rappresenlala per esaminare le questioni relative all'applicazione di questo Trattato. Il Consiglio sarà organizzato in maniera tale da potersi riunire rapidamente in qualsiasi momento. Il Consiglio costituirà quegli organi sussidiari che potranno essere necessari; in particolare istituirà immediatamente un Comitato di difesa che raccomanderà le misure da adottare per l'applicazione degli articoli 3 e 5.

Articolo 10
Le parti possono, con accordo unanime, invitare ad aderire a que- sto Trattato ogni altro Stato europeo in grado di favorire lo sviluppo dei principi del presente Trattato e di contribuire alla sicurezza della regione dell'Atlantico settentrionale. Ogni Stato così invitato può divenire parte del Trattato depositando il proprio strumento di adesione presso il governo degli Stati Uniti d'America. Il governo degli Stati Uniti d'America informerà ciascuna delle parti del deposito di ogni strumento di adesione.

Articolo 11
Questo Trattato sarà ratificato e le sue disposizioni saranno appli-cate dalle parti conformemente alle loro rispettive norme costituzio-nali. Gli strumenti di ratifica saranno depositati appena possibile presso il governo degli Stati Uniti d'America, che notificherà a tutti gli altri firmatari l'avvenuto deposito di ciascuno strumento di ratifica. Il Trattato entrerà in vigore tra gli Stati che lo hanno ratificato non appena le ratifiche della maggioranza dei firmatari, incluse le ratifiche di Belgio, Canada, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti saranno state depositate ed entrerà in vigore nei confronti degli altri Stati dalla data del deposito delle loro ratifiche.

Articolo 12
Dopo dieci anni dall'entrata in vigore del Trattato, o in ogni momento successivo, le parti, se una di esse lo richiede, si consulteranno allo scopo di sottoporre a revisione il Trattato, prendendo in considerazione i fattori che a quel momento potranno influire sulla pace e sulla sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale, ivi compreso lo sviluppo di accordi sia globali che regionali conclusi conformemente allo Statuto delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

Articolo 13
Trascorsi vent'anni dall'entrata in vigore del Trattato, una parte può cessare di esserne membro un anno dopo che la sua notifica di denuncia sia stata depositata presso il governo degli Stati Uniti d'America, che informerà i governi delle altre parti del deposito di ogni notifica di denuncia.

Articolo 14
II presente Trattato, i cui testi inglese e francese sono egualmente autentici, sarà depositato negli archivi del governo degli Stati Uniti d'America. Copie debitamente autenticate saranno trasmesse da questo governo ai governi degli altri Stati firmatari.

 

Dichiarazione di Praga

rilasciata dai Capi di Stato e di Governo partecipanti alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico tenutasi a Praga il 21 novembre 2002

1. Noi, Capi di Stato e di Governo dei paesi membri dell’Alleanza del Nord Atlantico, ci siamo riuniti oggi per allargare la nostra Alleanza e rafforzare ulteriormente la NATO per affrontare le nuove gravi minacce e le profonde sfide alla sicurezza del XXI secolo. Legati dalla nostra comune visione espressa nel Trattato di Washington, noi ci impegniamo a trasformare la NATO con nuovi membri, nuove capacità e nuove relazioni con i nostri partner. Noi siamo risoluti nel nostro impegno riguardo al legame transatlantico; ai compiti fondamentali di sicurezza della NATO, inclusa la difesa collettiva; ai nostri condivisi valori democratici; ed alla Carta delle Nazioni Unite.

2. Oggi, noi abbiamo deciso d’invitare la Bulgaria, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia e la Slovenia, ad iniziare i colloqui d’adesione al fine di entrare a far parte della nostra Alleanza. Noi ci congratuliamo con loro in questa occasione storica, che in maniera così appropriata ha luogo a Praga. L’adesione di questi nuovi membri rafforzerà la sicurezza per tutti nell’area euro-atlantica ed aiuterà a raggiungere il nostro comune obiettivo di un’Europa intera e libera, unita nella pace e da comuni valori. La porta della NATO rimarrà aperta alle democrazie europee desiderose ed in grado di assumersi le responsabilità e gli obblighi legate alla condizione di membro, conformemente all’art. 10 del Trattato di Washington.

3. Richiamando i tragici eventi dell’11 settembre 2001 e la nostra successiva decisione d’invocare l’art 5 del Trattato di Washington, noi abbiamo approvato un insieme completo di misure, basato sul Concetto Strategico della NATO, per rafforzare la nostra capacità di affrontare le sfide alla sicurezza delle nostre forze, popolazioni e territori, da qualunque parte esse possano provenire. La decisione odierna fornirà in seno all’Alleanza capacità equilibrate ed efficaci affinché la NATO possa meglio svolgere l’intera gamma delle proprie missioni e rispondere collettivamente a quelle sfide, compresa la minaccia posta dal terrorismo e dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori.

4. Noi sottolineiamo che i nostri sforzi per trasformare ed adattare la NATO non devono essere percepiti come una minaccia nei confronti di nessun paese od organizzazione, ma piuttosto come una dimostrazione della nostra determinazione di proteggere le nostre popolazioni, territori e forze da qualsiasi attacco armato, incluso l’attacco terroristico diretto dall’estero. Noi siamo determinati a dissuadere, disgregare ogni attacco rivolto contro di noi, e difenderci e proteggerci contro di essi, conformemente al Trattato di Washington ed alla Carta delle Nazioni Unite. Al fine di poter svolgere l’intera gamma delle proprie missioni, la NATO deve essere in grado di mettere in campo delle forze che possano muoversi rapidamente ovunque esse siano richieste, sulla base di una decisione del Consiglio del Nord Atlantico, in grado di sostenere delle operazioni a lunga distanza e nel tempo, comprese quelle in un ambiente dove potrebbero essere affrontate con minacce nucleari, biologiche e chimiche, e raggiungere i propri obiettivi. Forze militari efficaci, elemento chiave della nostra strategia politica globale, sono vitali per salvaguardare la libertà e la sicurezza delle nostre popolazioni e per contribuire alla pace ed alla sicurezza nella regione euro-atlantica. Noi abbiamo pertanto deciso di:

  • a. Creare una Forza di Reazione della NATO (NRF) tecnologicamente avanzata, flessibile, dispiegabile, interoperabile e sostenibile nel tempo, comprendente elementi di terra, mare ed aria pronti a muoversi rapidamente ovunque sia necessario, secondo quanto deciso dal Consiglio. La NRF servirà inoltre da catalizzatore per focalizzare e promuovere il miglioramento delle capacità militari dell’Alleanza. Noi abbiamo dato istruzioni affinché sia sviluppato un concetto globale di tale forza, che avrà la sua capacità operativa iniziale il prima possibile, ma non più tardi dell’ottobre 2004 e la sua piena capacità operativa non più tardi dell’ottobre 2006, e perché un rapporto sia sottoposto ai Ministri della Difesa nella primavera del 2003. La NRF ed il relativo lavoro dell’Headline Goal dell’UE dovrebbero rafforzarsi vicendevolmente nel rispetto dell’autonomia di entrambe le organizzazioni.
  • b. Razionalizzare i sistemi militari di comando della NATO. Noi abbiamo approvato il rapporto dei Ministri della Difesa che fornisce lo schema di una struttura di comando più snella, più efficiente, efficace e dispiegabile, nell’ottica di rispondere ai requisiti operativi relativi all’intera gamma delle missioni dell’Alleanza. Si basa sul documento sui Requisiti Militari Minimi concordati per il sistema di comando dell’Alleanza. La struttura consoliderà il legame transatlantico, comporterà una riduzione sensibile dei quartieri generali e dei Centri di Operazioni Aeree Multinazionali e favorirà la trasformazione delle nostre capacità militari. Vi saranno due comandi strategici, uno operativo ed uno funzionale. Il comando strategico per le Operazioni, basato in Europa (Belgio), sarà supportato da due Comandi Interforze in grado di generare un quartier generale per Gruppi operativi Interforze Multinazionali (CJTF) terrestre ed un robusto ma più limitato quartier generale interforze permanente dal quale poter trarre una capacità di quartier generale di CJTF marittima.Vi saranno inoltre componenti terrestri, marittime ed aeree. Il comando strategico per la Trasformazione, basato negli Stati Uniti e con una presenza in Europa, avrà la responsabilità di perseguire la trasformazione delle capacità militari e promuovere l’interoperabilità delle forze dell’Alleanza, in cooperazione con il Comando Alleato Operazioni secondo convenienza. Noi abbiamo dato istruzioni al Consiglio ed al Comitato di Pianificazione della Difesa di definire, tenendo conto del lavoro delle Autorità Militari NATO e dei criteri militari oggettivi, i dettagli della struttura, compreso i luoghi geografici d’insediamento dei quartieri generali della struttura di comando e degli altri elementi, in modo che una decisione finale possa essere adottata dai Ministri Difesa nel giugno 2003.
  • c. Approvare l’Impegno sulle Capacità di Praga (PCC) nel quadro del proseguimento dello sforzo dell’Alleanza volto a migliorare e sviluppare nuove capacità militari per la guerra moderna in un ambiente caratterizzato da un alto livello di minaccia. I diversi paesi alleati hanno preso degli impegni politici fermi e specifici per migliorare le proprie capacità nei seguenti campi: difesa contro le armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari; intelligence, sorveglianza ed acquisizione degli obiettivi; sorveglianza aria-suolo; comando, controllo e comunicazioni; efficacia al combattimento, compreso il munizionamento a guida di precisione e la neutralizzazione delle difese aeree nemiche; trasporto strategico aereo e marittimo; rifornimento in volo; ed unità dispiegabili per il supporto tattico ed il sostegno delle forze al combattimento. I nostri sforzi per migliorare le capacità attraverso il PCC e quelli dell’Unione Europea volte a migliorare le capacità europee attraverso il Piano d’Azione Europeo sulle Capacità dovrebbero rafforzarsi vicendevolmente, nel rispetto dell’autonomia di entrambe le organizzazioni ed in uno spirito d’apertura.
    Noi svilupperemo il prima possibile tutti gli aspetti dell’Impegno sulle Capacità di Praga. Noi adotteremo le misure necessarie per migliorare le capacità nelle aree ove continuano ad essere identificate delle insufficienze di capacità. Tali misure potrebbero comprendere degli sforzi multinazionali, una specializzazione di ruoli ed una riprioritarizzazione, notando che in molti casi saranno richieste risorse finanziarie aggiuntive, soggette a seconda dei casi ad approvazione parlamentare. Noi siamo impegnati nel ricercare energicamente dei miglioramenti di capacità. Noi abbiamo incaricato il Consiglio in sessione permanente di riferire ai Ministri Difesa sull’attuazione.
  • d. Approvare il concetto militare convenuto di difesa contro il terrorismo. Il concetto è parte di un insieme di misure destinate a rafforzare le capacità della NATO in quest’area, che inoltre comprendono un miglioramento nello scambio dei dati d’intelligence e disposizioni di risposta alle crisi.
    Il terrorismo, che noi rigettiamo categoricamente e condanniamo in tutte le sue forme e manifestazioni, pone una grave e crescente minaccia alle popolazioni, forze e territori, dell’Alleanza, così come alla sicurezza internazionale. Noi siamo determinati a combattere questo flagello per tutto il tempo che sarà necessario. Per combattere efficacemente il terrorismo, la nostra risposta dovrà essere multiforme e globale.
    Noi siamo impegnati a dare piena attuazione, in cooperazione con i nostri partner, al Piano d’Azione in materia di Pianificazione Civile d’Emergenza (CEP) per il miglioramento della preparazione del settore civile contro possibili attacchi contro le popolazioni civili condotti con agenti chimici, biologici o radiologici (CBR). Noi rafforzeremo le nostre capacità di fornire supporto, su richiesta, per aiutare le autorità nazionali a far fronte alle conseguenze di attacchi terroristici, compresi gli attacchi con agenti CBRN diretti contro le infrastrutture essenziali, come previsto nel Piano d’Azione CEP.
  • e. Sottoscrivere l’attuazione di cinque iniziative di difesa contro le armi nucleari, biologiche e chimiche (NBC), che rafforzeranno le capacità di difesa dell’Alleanza contro le armi di distruzione di massa: un prototipo di laboratorio d’analisi NBC dispiegabile; un prototipo di team di reazione agli incidenti NBC; un centro di eccellenza virtuale per la difesa contro le armi NBC; uno stock NATO di mezzi di difesa biologica e chimica; ed un sistema di sorveglianza epidemiologica. Noi riaffermiamo il nostro impegno volto ad aumentare e migliorare rapidamente le nostre capacità di difesa NBC.
  • f. Rafforzare le nostre capacità di difesa contro i ciber-attacchi.
    g. Esaminare le opzioni per far fronte in maniera efficace ed efficiente alla crescente minaccia che i missili rappresentano per il territorio, le forze ed i centri delle popolazioni dell’Alleanza, facendo ricorso ad una combinazione appropriata di sforzi politici e di difesa, insieme con la deterrenza. Oggi abbiamo dato inizio ad un nuovo studio di fattibilità sulla Difesa antiMissile della NATO volto ad esaminare le opzioni per proteggere il territorio, le forze ed i centri di popolazione dell’Alleanza, contro l’intero spettro delle minacce missilistiche, studio che continueremo a valutare. I nostri sforzi al riguardo saranno compatibili con l’indivisibilità della sicurezza degli Alleati. Noi sosteniamo il rafforzamento del ruolo del Centro WMD all’interno del Segretariato internazionale per assistere il lavoro dell’Alleanza nell’affrontare questa minaccia.
    Noi riaffermiamo che il disarmo, il controllo degli armamenti e la non-proliferazione, contribuiscono in maniera essenziale a prevenire la diffusione e l’uso delle WMD e dei loro vettori. Noi sottolineiamo l’importanza di rispettare e rafforzare i regimi esistenti multilaterali di non proliferazione e di controllo delle esportazioni e gli accordi internazionali di controllo degli armamenti e sul disarmo.

5. L’ammettere come nuovi membri la Bulgaria, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia e la Slovenia, migliorerà la capacità della NATO di affrontare le sfide di oggi e di domani. Questi paesi hanno dimostrato il loro attaccamento ai principi ed ai valori di base enunciati nel Trattato di Washington, la loro capacità di contribuire all’intera gamma delle missioni dell’Alleanza, compresa la difesa collettiva, ed un fermo impegno di contribuire alla stabilità e sicurezza, particolarmente nelle regioni di crisi e di conflitti. Noi daremo inizio immediatamente ai colloqui d’adesione con lo scopo di siglare i Protocolli d’Adesione per la fine di marzo 2003 e di completare il processo di ratifica in tempo affinché questi paesi possano entrare a far parte dell’Alleanza al più tardi al nostro Vertice del maggio 2004. Durante il periodo che condurrà all’adesione, l’Alleanza coinvolgerà i paesi invitati il più possibile nelle proprie attività. Noi c’impegniamo a continuare ad offrire supporto ed assistenza, anche attraverso il Piano d’Azione per l’Adesione (MAP). Noi attendiamo con interesse di ricevere dai paesi invitati i loro calendari di riforme, sulla base dei quali si aspettano ulteriori progressi prima e dopo l’adesione, al fine di accrescere il loro contributo all’Alleanza.

6. Noi lodiamo l’Albania per il suo significativo progresso sulla via delle riforme, il suo ruolo costruttivo nel promuovere la stabilità regionale, ed il forte supporto all’Alleanza. Noi lodiamo la Repubblica ex Iugoslava di Macedonia (1) per il significativo progresso raggiunto nel suo processo di riforma e per il suo forte sostegno alle operazioni dell’Alleanza, così come per le importanti misure che ha adottato per superare le sfide interne e fare avanzare la democrazia, la stabilità e la riconciliazione etnica. Noi continueremo ad aiutare entrambi i paesi, anche attraverso il MAP, per raggiungere stabilità, sicurezza e prosperità, in maniera che tali paesi possano essere in grado di affrontare i doveri legati alla condizione di membro. In tale contesto, noi abbiamo inoltre deciso di migliorare la nostra capacità di contribuire al perseguimento delle riforme in Albania, e di continuare ad assistere le riforme nel settore della difesa e della sicurezza nella Repubblica ex Iugoslava di Macedonia grazie alla presenza NATO stabilita in questo paese. Noi incoraggiamo entrambi i paesi a raddoppiare i loro sforzi di riforma. Le loro domande d’adesione rimangono all’esame in vista di un’ammissione futura.
La domanda della Croazia, che ha compiuto dei progressi incoraggianti sulla via delle riforme, sarà anch’essa all’esame in vista di una futura adesione. I progressi a tal riguardo dipenderanno dagli ulteriori sforzi di riforma della Croazia e dal suo rispetto di tutti i suoi obblighi internazionali, compresi quelli relativi al Tribunale Penale Internazionale per l’ex Iugoslavia (ICTY).
Il Piano d’Azione per l’Adesione rimarrà lo strumento per tenere sotto esame i progressi dei paesi candidati. I paesi invitati oggi non saranno gli ultimi.

7. Il Consiglio di Partenariato Euro-Atlantico (EAPC) ed il Partenariato per la Pace (PfP) hanno accresciuto grandemente la sicurezza e la stabilità nell’area euro-atlantica. Noi abbiamo deciso oggi di rafforzare la nostra cooperazione con i paesi EAPC/PfP. Il nostro dialogo politico sarà intensificato, e gli Alleati, di concerto con i Partner, aumenteranno il coinvolgimento dei Partner, nella misura più ampia possibile ed appropriata, nella pianificazione, condotta e supervisione di quelle attività e progetti nei quali essi partecipano ed ai quali essi contribuiscono. Noi abbiamo introdotto nuovi meccanismi pratici, quali i Piani d’Azione Individuali di Partenariato, che assicureranno un approccio globale, adattato e differenziato al Partenariato, e che permetteranno di sostenere gli sforzi di riforma dei Partner. Noi incoraggiamo i Partner, compresi i paesi di regioni strategicamente importanti del Caucaso e dell’Asia centrale, di sfruttare questi meccanismi. Noi salutiamo con favore la risolutezza dei Partner di compiere tutti gli sforzi per combattere il terrorismo, anche nel quadro del Piano d’Azione del Partenariato contro il Terrorismo. Noi continueremo inoltre a rafforzare ulteriormente l’interoperabilità e le attività in materia di difesa, che rappresentano il cuore del nostro partenariato. La partecipazione nella PfP e nell’EAPC potrebbe essere estesa nel futuro alla Repubblica Federale di Iugoslavia ed alla Bosnia ed Herzegovina, una volta che i progressi necessari siano stati realizzati, compresa la piena cooperazione con il ICTY.

8. Noi salutiamo con favore i significativi risultati del Consiglio NATO-Russia registrati dopo lo storico Vertice NATO-Russia di Roma. Noi abbiamo approfondito le nostre relazioni a beneficio di tutti i popoli dell’area euro-atlantica. Gli stati membri della NATO e la Russia stanno lavorando insieme nel Consiglio NATO-Russia come partner eguali, compiendo progressi in campi come il mantenimento della pace, le riforme della difesa, la proliferazione delle WMD, la ricerca ed il salvataggio, i piani civili d&

Data ultimo aggiornamento: 09/07/2012

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